Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 5 giugno 2014

Dennis Meadows: è troppo tardi per lo sviluppo sostenibile

DaEnergy skeptic”. Traduzione di MR



Un'immagine della conferenza di ASPO di Pisa del 2006, organizzata da ASPO-Italia. Dennis Meadows(in piedi) sta parlando. Seduto vicino a lui, il moderatore Jean Laherrere. In questo articolo da "EnergySkeptic" l'autore riparte da quella conferenza di ormai quasi dieci anni fa per aggiornare la situazione sulla base del recente convegno "L'Era dei Limiti". Col tempo, Meadows sembra diventare più pessimista e non ne mancano le ragioni.





[Dennis Meadows ha parlato alla conferenza ASPO sul picco del petrolio del 2006 a Pisa. Molti degli scienziati e dei relatori hanno detto che Meadows aveva ragione sui Limiti della Crescita  nelle loro presentazioni – infatti, il suo modello è apparso essere in anticipo coi tempi. Meadows odia fornire date ma, messo sotto pressione, ha detto che anche se pensava al 2030 come al più probabile quadro temporale per il collasso nel 1972 sulla base di varie proiezioni del modello, l'uso esponenziale delle risorse e la crescita della popolazione sembrano aver anticipato il quadro temporale a circa il 2020. Alla conferenza sui “Limiti della Crescita”del 2014 ha detto che il quadro temporale sembra essere il 2015-2020].

Dennis Meadows è uno dei coautori de “I Limiti dello Sviluppo (Crescita)”. Nel 1972, la squadra di 66 scienziati che ha messo insieme per lo studio originale su I Limiti della Crescita ha concluso che il risultato più probabile sarebbe stato un improvviso ed incontrollabile declino sia della popolazione sia della capacità industriale. Dmitry Orlov sulla presentazione di Dennis Meadow alla conferenza “L'Era dei Limiti” del 2014: “Dennis aveva acconsentito di presentarsi con riluttanza a questa conferenza. Si è ritirato dalle discussioni del Club di Roma ed ha trovato usi più gioiosi per il suo tempo. Ma è sembrato felice del risultato, dicendo che questa è la prima volta che si è trovato di fronte ad un pubblico che non ha avuto bisogno di convincere. Piuttosto, si è preso il tempo di aggiungere alcuni dettagli che credo siano importanti in modo cruciale, fra questi il fatto che il suo modello WORLD3 è preciso solo finché vengono raggiunti i picchi. Una volta avvenuti i picchi (fra il 2015 e il 2020) tutte le scommesse sono inutili: passato quel punto, la capacità predittiva del modello non è affidabile perché gli assunti sui quali si basa non saranno più validi”.

Alla conferenza 'L'Era dei Limiti' del 2014 ha anche detto che nel 1972 avevamo raggiunto circa l'85% della capacità di carico della Terra ed oggi siamo intorno al 125% ed ogni mese che ritardiamo nel tornare entro i limiti erode l'ulteriore capacità della Terra di tollerarci. “La ragione per cui non abbiamo una risposta al cambiamento climatico”, ah detto, “non è perché non abbiamo modelli migliori. E' perché la gente se ne frega del cambiamento climatico”. Questo potrebbe essere il nostro epitaffio. “Nel 1972 c'erano due possibili opzioni a disposizione per andare avanti – superamento dei limiti (overshoot) o sviluppo sostenibile. Nonostante la miriade di conferenze e commissioni sullo sviluppo sostenibile tenutesi da allora, il mondo ha optato per il superamento dei limiti.  Le scimmie pelate bipedi hanno fatto ciò che hanno sempre fatto. Hanno dominato e sottomesso la Terra. Di fronte alle prove inequivocabili dell'arrivo di una minaccia alla propria esistenza, hanno tergiversato e per poi cercare di cavarsela.

La civiltà globale sarà solo la prima di molte vittime del clima, Madre Natura ci sta venendo addosso ad un tasso di cambiamento che supera qualsiasi passaggio paragonabile negli ultimi 3 milioni di anni, a parte forse le meteoriti o i super vulcani che hanno disperso i nostri antenati in coppie a malapena sufficienti da essere in grado di riprodursi. Questo cambiamento sarà vissuto più a lungo e sarà più profondo di molti di quei fenomeni. Abbiamo alterato alla radice i cicli dell'azoto, del carbonio e del potassio del pianeta. Potrebbe non tornare mai più ad essere un ecosistema nel quale i bipedi mammiferi con cervelli bicamerali siano possibili. Perlomeno non per milioni di anni”.

La presentazione video comincia a 17:30, sotto le slide

http://deepresource.wordpress.com/2012/05/28/dennis-meadows/ 

E' troppo tardi per lo sviluppo sostenibile

Smithsonian Institution Washington DC, 29 febbraio 2012


  • Descriverò brevemente cosa abbiamo fatto nel 1970 -1972 e riassumerò i principali contributi del nostro studio.
  • Poi descriverò cinque ragioni per le quali è troppo tardi per realizzare lo sviluppo sostenibile.


  1. La discussione pubblica ha difficoltà con messaggi subdoli e condizionanti.
  2. I sostenitori della crescita cambiano la giustificazione del loro paradigma piuttosto che cambiare il paradigma stesso. 
  3. Il sistema globale ora è ben al di sopra della capacità di carico.
  4. Ci comportiamo come se il cambiamento tecnologico possa sostituire il cambiamento sociale. 
  5. L'orizzonte temporale del nostro attuale sistema è troppo corto.


  • Di conseguenza, suggerirò che è essenziale ora mettere più enfasi nell'aumentare la resilienza del sistema. 

Quello che abbiamo fatto

Una squadra di 16 persone ha lavorato sotto la mia direzione per elaborare un modello computerizzato che rappresentasse le cause e le conseguenze della crescita nei fattori fisici principali che caratterizzano lo sviluppo globale nel periodo 1900 – 2100. Il modello è stato dapprima concepito da Jay Forrester, che ha lo descritto nel suo libro World Dynamics. La mia squadra ha scritto e pubblicato tre libri aggiuntivi sul progetto, “I Limiti dello Sviluppo (Crescita)”, Verso un Equilibrio Globale e Dinamiche della Crescita in un Mondo Finito. Il nostro focus è stato su:

Popolazione        Risorse non rinnovabili
Beni industriali     Inquinamento persistente
Cibo

I nostri principali contributi


  • NON abbiamo provato che ci sono limiti alla crescita fisica su un pianeta finito. L'abbiamo presa come dato di fatto.
  • Abbiamo presentato informazioni su diversi limiti fisici – acqua, suoli, metalli ed altre risorse – per rendere l'idea dei limiti plausibile.
  • Abbiamo descritto le ragioni per cui la crescita della popolazione e della produzione industriale sono intrinsecamente esponenziali. 
  • Abbiamo mostrato che la crescita esponenziale giunge rapidamente ad ogni limite concepibile.
  • I nostri scenari computerizzati hanno dimostrato che la prevalenza di politiche di crescita porteranno al superamento e al collasso, ma non un approccio asintotico ai limiti. 
  • Abbiamo suggerito che i cambiamenti delle politiche potrebbero portare ad uno stato sostenibile, se i cambiamenti affrontano sia i problemi culturali sia quelli tecnici e venissero attuati in fretta.


I Limiti dello Sviluppo (Crescita) ha presentato 12 scenari. Quattro mostravano un equilibrio globale relativamente attraente senza alcun collasso. Tuttavia, è stato scritto sul New York Times:“Non è una coincidenza che tutte le simulazioni basate sul modello del mondo di Meadows finiscano invariabilmente col collasso”. I Limiti dello Sviluppo (Crescita), Peter Passell, Marc Roberts e Leonard Ross, New York Times, 2 aprile 1972. Noi abbiamo detto: “Questi grafici non sono previsioni esatte dei valori delle variabili in ogni specifico anno nel futuro. Sono soltanto indicazioni delle tendenze comportamentali del sistema. Pagina 93, I Limiti dello Sviluppo (Crescita). Tuttavia, una ricerca su Google oggi su “il Club di Roma ha previsto” dà 13.700 risultati, per esempio. “Nel 1972, I Limiti della Crescita, pubblicato dal Club di Roma, ha previsto che il mondo avrebbe finito l'oro nel 1981, il mercurio nel 1985, lo stagno nel 1987, lo zinco nel 1990, il petrolio nel 1992 e il rame, il piombo e il gas naturale nel 1993”. I sostenitori della crescita cambiano la giustificazione al loro paradigma piuttosto che cambiare il paradigma stesso. “Ad ogni singolo stadio – dal suo punto di arrivo prevenuto alla sua codifica prevenuta, all'organizzazione intorno ad una falsa logica alla ricordare e rappresentare male agli altri, la mente agisce continuamente per distorcere il flusso di informazioni in favore dell'abituale obbiettivo buono di apparire meglio di quanto non si sia veramente”, pagina 139 de La Follia degli Stolti; logica dell'inganno e dell'auto inganno nella vita umana, Robert Trivers, Basic Books, New York, NY 2011

Evoluzione della critica


  • Anni 70: non ci sono limiti effettivi.
  • Anni 80: ci sono limiti, ma sono molto lontani.
  • Anni 90: i limiti sono vicini, ma la tecnologi e i mercati possono aggirarli facilmente. 
  • Primo decennio del 2000: la tecnologia e i mercati non sempre aggirano i limiti, ma la politica migliore è quella di perseguire la crescita del PIL, così avremo più risorse per risolvere i problemi.
  • Anni 10 del 2000: se fossimo stati capaci di sostenere la crescita economica, non avremmo avuto problemi coi limiti. 


Data l'energia sufficiente, i minerali potrebbero essere cercati in mare, o dall'acqua marina stessa. Una fonte virtualmente infinita di energia, la fusione nucleare controllata dell'idrogeno, verrà messa in rete probabilmente entro 50 anni. “I Limiti della Crescita” di  Peter Passell, Marc Roberts e Leonard Ross, New York Times, 2 aprile 1972.

“le risorse naturali non sono finite, in un senso economico significativo, per quanto questa asserzione possa essere sbalorditiva. Le loro riserve non vengono fissate ma piuttosto si stanno espandendo grazie all'ingegno umano. Pagina 24, Julian L. Simon, The Ultimate Resource2, Princeton University Press, Princeton, NJ, 1996

Il sistema globale ora è di gran lunga al di sopra della capacità di carico


Per evitare il collasso servirà un orizzonte temporale più lungo di quello fornito dall'attuale sistema

Il petrolio facile è andato


  • Le scoperte di petrolio hanno raggiunto il picco negli anni 60. 
  • Ogni anno dal 1984 il consumo di petrolio ha superato  le scoperte petrolifere.
  • Nel 2009 le scoperte sono state circa 5 miliardi di barili (mb), il consumo di 31 mb.
  • Dei 20 giacimenti di petrolio più grandi del mondo, 18 sono stati scoperti dal 1917 al 1968, 2 negli anni 70. Da allora nessun altro.


La produzione globale di petrolio si sta avvicinando alla fine del suo plateau


  • 1995 – 1999 + 5.5%
  • 2000 – 2004 + 7.9 %
  • 2005 – 2009 + 0.4 %  - dati dal Supplemento Statistico Internazionale – edizione 2010, IEA, pagina 18
  • 2010 – 2030 – 50%*

Proiezione da Petrolio greggio – Panoramica dell'offerta, Energy Watch Group, febbraio 2008, p. 12.

Dal 2012, la capacità di surplus di produzione petrolifera potrebbe sparire completamente e per il 2015, il deficit di produzione potrebbe raggiungere quasi i 10 miliardi di barili al giorno”. - Joint Forces Command degli Stati Uniti, Joint Operating Environment Report, febbraio, 2010.

“Il picco della produzione di petrolio potrebbe essere già arrivato” - Science, pagina 1510, Vol 331, 25 marzo 2011

Ora è essenziale metter più enfasi sull'aumento della resilienza del sistema. Ora è essenziale cominciare a cambiare comportamento.

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Mukerjee, M. 23 maggio 2012. Presto l'Apocalisse: la civiltà ha superato il punto di non ritorno ambientale? Scientific American.

Meadows sostiene che il collasso ora è del tutto inevitabile, ma che la sua forma effettiva sarà troppo complessa da prevedere per qualsiasi modello. “Il collasso non sarà alimentato da una singola causa identificabile che agisce simultaneamente in tutti i paesi”, osserva. “Si verificherà attraverso un complesso di istanze auto rinforzanti” - compresi cambiamento climatico, limitazioni delle risorse e iniquità socioeconomica. Quando le economie rallentano, spiega Meadows, vengono creati meno prodotti rispetto alla domanda e £quando i ricchi non riescono ad avere di più producendo ricchezza reale cominciano ad usare il loro potere per prendere dai segmenti inferiori”. Quando le scarsità montano e la disuguaglianza aumenta, rivoluzioni e movimenti socioeconomici come la Primavera Araba o Occupy Wall Street diventeranno più diffusi – come lo sarà la loro repressione.

Molti osservatori protestano che tali scenari apocalittici non tengono conto dell'ingegno umano. La tecnologia e i mercati risolveranno i problemi nel momento in cui si palesano, sostengono. Ma perché accada questo, asserisce l'economista Partha Dasgupta dell'Università di Cambridge nel Regno Unito, i decisori politici devono guidare la tecnologia con i giusti incentivi. Finché le risorse naturali sono a buon mercato in confronto al loro vero prezzo ambientale e sociale – finché, per esempio, i consumatori di automobili non pagano per le vite perse a causa di condizioni climatiche estreme causate dal riscaldamento da parte delle emissioni di carbonio dei loro veicoli – la tecnologia continuerà a produrre beni ad alta intensità di risorse e peggiorerà il fardello che pesa sull'ecosistema, sostiene Dasgupta. “Non ci si può aspettare che i mercati risolvano il problema”, dice. Randers va oltre, asserendo che il focus sul breve termine del capitalismo, e per esteso dei sistemi democratici, rende impossibile non solo per i mercati ma anche per gran parte dei governi affrontare efficacemente i problemi a lungo termine come il cambiamento climatico.

“Siamo in un periodo di continuo caos la cui grandezza non siamo in grado di prevedere”, avverte Meadows. Non perde più tempo a cercare di persuadere l'umanità dei limiti della crescita. Piuttosto, dice, “sto cercando di capire come le comunità e le città possano tamponare la situazione” contro l'inevitabile atterraggio brusco.

27 commenti:

  1. Direi di sottolineare con MOLTA PRECISIONE il punto dove Meadows dice che:
    <<... il suo modello WORLD3 è preciso solo finché vengono raggiunti i picchi. Una volta avvenuti i picchi (fra il 2015 e il 2020) tutte le scommesse sono inutili: passato quel punto, la capacità predittiva del modello non è affidabile perché gli assunti sui quali si basa non saranno più validi”. >>

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    1. E' da molti anni che seguo questi temi. Come uno studente a scuola. Ho letto i "limiti dello sviluppo" e ne consiglio spesso la lettura. ciò nonostante sono sempre in difficoltà ad affrontare questi argomenti con i miei "vicini" . Non c'è evidenza nella vita quotidiana di alcun limite! la gente non si accorge di nulla e vede che bene o male le cose continuano ad andare avanti.
      Ho paura che quando ci saranno le prime vere mancanze sarà molto dura accettarle. a meno che non riescano a dare la colpa a "qualcuno" mi spiego meglio: di fatto per l'italiano medio non c'è una vera mancanza nel senso che se avesse i soldi potrebbe comprare qualsiasi cosa ed infatti nessuna Ferrari è rimasta in garage senza benzina. Quindi apparentemente è solo la disponibilità di denaro che fa la differenza. Il fatto è che finchè la carenza è carenza di risorse finanziarie il problema non può essere percepito nella sua dimensione fisica.
      Si darà la colpa alla BCE, alla Germania, al Governo, al debito pubblico etc. e non hai limiti della crescita. Penso che in qualche modo quello che sta avvenendo in italia ed in europa cioè la declinazione dei problemi del debito etc sia funzionale a preparare il clima di carenza che verrà. Non dite che manca dite che non possono permetterselo!

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    2. Acuta osservazione. la finanziarizzazione dell'economia è stata l'ultimo (finora) tentativo di aggirare i limiti. rendendo il denaro del tutto virtuale, si è sperato di poterlo far crescere all'infinito. Ed in effetti lo sta facendo, ma questo (sorpresa!) non impedisce alle leggi bio-fisiche di fare il loro lavoro.
      Jacopo

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    3. eppure basterebbe qualche mina fatta saltare nei posti giusti in Ucraina e la carenza comincerebbe a non essere solo finanziaria

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  2. In realtà il modello Word3 e più in generale i Limiti della Crescita prospettano un momento di rottura, con un declino della popolazione non solo delle risorse. Questa non è carenza ... è il risultato di una catastrofe epocale e terribile paragonabile alla situazione italiana durante le guerre gotiche, quando vi furono atti di cannibalismo. In questo caso però le risorse saranno esaurite e il pianeta sottoposto a un cambiamento climatico di cui non conosciamo ancora il punto di arrivo.... Terribile solo a pensarci ed incredibile che dal 1972 nessun governo abbia fatto qualcosa! Questo dimostra che la democrazia e il sistema capitalista (ma anche quello statalista finché è esistito) su questo fronte non sono stati efficaci e non sono a maggior ragione oggi in grado di mettere al riparo l'umanità dall'autodistruzione.

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    1. Il discorso è molto più complesso, secondo me, e va a riguardare la stessa natura umana: l'uomo non è abituato a ragione a lungo termine, non è evolutivamente dotato degli strumenti per gestire la spaventosa complessità del mondo moderno e opera schemi ipersemplificati, che, pur magari tappando una falla in un punto del sistema, vanno a creare un danno imprevisto e imprevedibile da un'altra parte del sistema stesso.
      Siamo solo delle scimmie con un paio di millimetri di neocorteccia che ci fanno credere di essere razionali, quando in realtà siamo comunque in gran parte governati dagli istinti ed è questo conflitto quasi insanabile che ci ha portato dove siamo.
      Siamo abbastanza intelligenti per manipolare il mondo in maniere strabilianti, ma non abbastanza (o non ancora abbastanza?) intelligenti da gestire l'intelligenza per comprendere le conseguenze a lungo termine delle nostre azioni.
      Il collasso prossimo venturo sarà un nuovo collo di bottiglia per la specie umana dalla quale emergerà questa capacità? Mi piace pensarlo.

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    2. Il modello World 3 è sbagliato!
      Dicendo questo, non dico che avremo più tempo di quello previsto, ma al contrario dico che ne avremo meno!
      E' un modello ottimista che non tiene conto della realtà.
      Il mondo non è composto da un unico grande Paese che produce e consuma.
      Il mondo è composto da 12 grandi produttori di petrolio (esportano più di quanto consumano), e da altri 20 produttori che producono dal 10 all'80% dei propri consumi.
      Gli altri 190 Paesi del mondo, sono importatori netti!
      L'Italia importa 81% delle sue fonti energetiche... sarà tra i primi a collassare!
      Quando la produzione di petrolio diminuirà e buona parte dei produttori riusciranno a coprire solo il fabbisogno interno (vedi l'altro commento con l'Arabia Saudita come esempio),
      La parte esportata sarà minima e le guerre per accaparrarsela saranno inevitabili!
      Gli USA si stanno già preparando (Vedi Ucraina), hanno detto a Putin che non avranno pazienza di aspettare ancora.
      Loro i calcoli li hanno fatti correttamente!
      Solo qui, molti pensano che avremo molti anni a disposizione... poveri illusi!
      Se va bene, entro 5 anni scoppierà una guerra mondiale, se va male, scoppierà prima!
      Questo perché entro 10 anni, il petrolio sarà carente e devono giocare d'anticipo.

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  3. Qualche giorno fa mi sono confrontato con un giovane laureato in facebook, che si era candidato al municipio di Bari. Mi ha impressionato la sua ignoranza sui limiti delle risorse e la sua 'arroganza' direi, sull'esposizione dei soliti luoghi comuni (la tecnologia ci aiuterà, c'è ancora un sacco di petrolio, se si volesse si potrebbero sfamare molti miliardi in più di persone, riprenderemo a crescere, persino risorse minerarie sulla Luna che ci aspettano, ecc). Mi ha dato del complottista in definitiva e non so nemmeno se sono riuscito a instillargli un barlume di dubbio nei suoi schemi mentali. E in definitiva mi sono reso conto che come lui, nella classe politica c'è un'ignoranza colossale in merito ai limiti del pianeta. Qualcuno probabilmente non è così ignorante, ma visto che si obbedisce in tutto il mondo ai diktat di potenti lobby che non vogliono assolutamente abbandonare il paradigma, sono sicuro ormai che l'atterraggio sarà molto brusco. Penso che non sia prematuro recitare un epitaffio per la civiltà globale che fu. Siamo già belli che andati ma solo una minoranza di noi ne è consapevole.

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    1. Paolo,
      anche io vedo tanta "inconsapevolezza" nella gente.
      I giornali, la televisione, i politici NON aiutano a capire cosa sta succedendo.
      L'epitaffio potrebbe essere :
      "Gli Esseri Umani agivano senza saggezza : distrussero quasi tutta la vita sulla Terra, e nei primi decenni del ventunesimo secolo (2000/2050) finì la Storia."

      Gianni Tiziano

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Un appunto relativo alla traduzione:

    “By 2012, surplus oil production capacity could entirely disappear, and as early as 2015, the shortfall in output could reach nearly 10 MBD.”

    Penso si intendesse non "il deficit di produzione potrebbe raggiungere quasi i 10 miliardi di barili al giorno", bensì 10 milioni di barili al giorno.

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    1. Concordo. Si consumano 91 Milioni di Barili di petrolio al giorno.
      Non ci può essere una carenza di 10 Miliardi al giorno, ma di 10 Milioni.
      Questa carenza sarà data, in parte, dalla minore produzione dell'Arabia Saudita, insieme al fatto che i suoi consumi interni aumenteranno notevolmente.
      Oggi l'Arabioa Saudita produce 10 Mbep/d (Milioni di barili al giorno), ma ne consuma quasi 4 Mbep/d.
      Questo significa che ne esporta solo 6 Mbep/d.
      Quando la sua produzione (in max 10 anni) diminuirà a 6 Mbep/d e i consumi interni saliranno a 6 Mbep/d.
      Quando esporterà?
      0 ZERO!
      Già solo l'Arabia Saudita creerà una carenza di 6 Mbep/d !!!
      Gli altri 4 Mbep/d di carenza verranno dagli altri Paesi.

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  6. Se è tardi per uno sviluppo sostenibile siamo sempre in tempo per rendere il biota umano sostenibile...Altro che nazismo...I nazisti sono tra noi almeno dalla fine del nazismo storico, fra chi fa più di 2 figli per coppia, o pretende cure avanzate per patologie degenerative, se non vogliamo arrivare subito alla mera questione degli antibiotici...La morale dell' ìndividuo è morta e la stessa concezione di individuo con Gaia...Nel film interstellar https://www.youtube.com/watch?v=EIVMVIr3q3Y si invita a pensare non come individui ma come specie ( Michael Caine )...Onore a chi sfodererà il gladio per primo a rischio della sua vita per salvare quanto si può salvare dei compagni di viaggio non appartenenti alla nostra specie.

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  7. Non siete credibili per diverse ragioni..

    -Anzitutto nella realtà non si vede nessun limite dello sviluppo. I magazzini sono strapieni.

    -La crisi non è mondiale ma solo Europea. Gli altri Paesi continuano a crescere.

    In definitiva, i limiti dello sviluppo se ci sono, non ancora si sono palesati e molto probabilmente non riguardano il nostro tempo.

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    1. Comprendere

      Non capisci ?
      Devi convincere qualcuno a leggere per te.
      Sai, qui ci sono solo consigli costruttivi.
      Bene. OK, allora, ecco il mio tentativo:
      ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
      Passa il tempo, l'umanità riesce a sfruttare meglio le risorse.
      Ciò significa che c'è di più di tutto.
      L'ambiente si rinnova, in ultima analisi,
      quasi esclusivamente attraverso l'energia del sole.
      La luce del sole ha fatto i combustibili fossili
      nel corso di miliardi di anni,
      e fa crescere le cose,
      e fa piovere,
      e fa si che i venti soffino.
      L'aumento del consumo ad un certo punto
      porta fuori soglia la capacità del pianeta
      di rigenerare le risorse che usiamo.
      Stiamo andando oltre quel bordo in questo momento.
      Quindi, vedi che noi utilizziamo più, e di più, e di più,
      e pensi
      "Allora - Niente di male, giusto?
      Perché non dobbiamo solo andare avanti così?"
      Bene, perché stiamo usando più di quanto sia stato rigenerato,
      e abbiamo già visto cose che iniziano ad esaurirsi .
      ....................... capito ?

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    2. Così come diceva quel tale che cascava dal 23-esimo piano: "finora non mi è successo niente di male"

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    3. E allora spiegami perchè il resto del mondo cresce. Se ci fossere questi limiti dello sviluppo come mai tutti i Paesi crescono (tranne qualcuno in Europa)?

      Se io ho una macchina con poca benzina, questa dopo un po' si ferma non continua a camminare all'infinito.

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    4. prova con questo:
      https://www.youtube.com/watch?v=nXoseG2sfqo

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  8. Bene, bene per quanto generica ecco una sorta di previsione da verificare:
    oil peak (anzi ci si aspetta una serie di picchi, ossia contemporanei carbon peak, gas peak etc) tra il 2015 ed il 2020 e poi il crollo.
    Vedremo se la “previsione”, anche se meno accurata di quella (rivelatasi erronea) di Hubbert
    si realizzerà (primo caso)
    o non si realizzerà (secondo caso).
    Nel 2020 (o forse prima, chissà) nel primo caso vedremo cosa sosterranno coloro che non concordano con Meadows, mentre nel secondo caso (che considero più realistico) vedremo cosa dirà Meadows e quelli che concordano con le sue opinioni.
    Teniamo presente che valel per tutti il confronto di queste od altre “ipotesi sul futuro con i fatti.
    Riguardo agli scenari non picchisti, ne riporto uno, quello del World Energy Resources 2013 (chapter 2.Oil ma anche gli altri scenari di dettaglio sono interesanti) che immagina una crescita di consumi e produzione di liquidi fino al 2035 e poi assume (credo per amore di ipotesi non avendo sfere di cristallo) stabilità per qualche decennio.
    http://www.worldenergy.org/publications/2013/world-energy-resources-2013-survey/

    In the medium term, the relatively high price levels (with the exception of gas prices in the USA) that are enabling the development of costly resources and sustained levels of explo- ration and production seen in recent years, are likely to ensure that the current trend of bringing new reserves on stream continues.
    In the longer term, there is the issue of production leveling out. In terms of liquid hydro- carbons, the IEA published detailed data at the end of 2012 on technically recoverable oil resources (in its WEO 2012). These data identify a potential of 5,870 Gb, which includes 2,200 Gb of conventional oils, 430 Gb of natural gas liquids, 1,880 Gb of heavy and extra- heavy oils and 240 Gb of shale oils. The same IEA report suggest that oil consumption will trend upwards from the New Policies benchmark scenario of 32 Gb per year (88 Mbd) in 2011 to 34 Gb (93 Mbd) in 2035. The overall total would therefore be approximately 820 Gb, or 14% of exploitable potential. Assuming stability of consumption beyond 2035 (which remains to be seen), it would take 60 years to consume half of the potential. On the basis of these figures, the risk of reaching a peak in the short term is not very likely

    Ritengo utile ricordare che saranno i fatti stabilire chi avrà effettuato previsioni (per quanto non siano tali a rigore) più o meno accurate rispetto alla realtà (nessuna può esserlo davvero, ma qualcuna sarà migliore o molto migliore di qualcun altra).

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  9. E' troppo presto per dire che la previsione di Hubbert si è rivelata erronea.
    Al momento la previsione di Hubbert
    (picco mondiale @ 1995, come da questa previsione del 1976
    https://www.youtube.com/watch?v=ImV1voi41YY )
    si sta rivelando discretamente accurata,
    entro una incertezza di cinque anni, almeno a giudicare da questo (grafico) storico del prezzo del barile, dove è evidente il cambio di marcia negli anni 2000.

    http://www.macrotrends.net/1369/crude-oil-price-history-chart


    Rendiamo ad Hubbert, quello che è di Re (King) Hubbert!!!!!!

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    1. La previsione di Hubbert sull' andamento di produzione e consumi globali di greggio se ti vai a reperire il grafico originale indicava un picco piuttosto simmetrico fino al 2050 (e con una lunga coda che arrivava a zero al 2200) con salita ripida dai poco meno di 14 mbd del 1950 fino al massimo di 35 Mbd al 2000 e ripida discesa successiva.
      Oggi siamo sopra gli 80Mpd e l' andamento di tale salita è del tutto diverso da quello segnato da Hubbert.
      Certo che se sottostimare un massimo (da vedere se poi non verrà superato nei prossimi 10-15 anni) di oltre il 200% significa essere "discretamente" accurati, allora le previsioni dei nostri Ministri dell' economia degli ultimi anni erano tutte "straordinariamente" accurate.

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  10. più che sul cambiamento climatico mi concentrerei sul problema energetico: la climatologia è un campo molto nuovo, complesso e interdisciplinare e anche se il riscaldamento dovuto alle emissioni ci co2 è evidente non si può sapere bene che entità e effetti potrà avere.
    mentre sono d'accordo che il problema energetico in questo momento è anche più decisivo di quello di risorse come cibo e acqua, perché il problema è la penuria di energia che a cascata può provocare in modo repentino anche la penuria di cibo e acqua. le precedenti guerre mondiali scoppiavano per la fame, la prossima (se ci sarà a breve, la possibilità purtroppo c'è, ma non posso esserne sicuro) scoppierà per la carenza di energia. se invece si riuscirà in qualche modo a superare il problema dell'energia barcamenandosi tra shale gas e rinnovabili fino all'arrivo della fusione nucleare, che in una sola botta risolverebbe il problema della co2 e della carenza di energia, torneranno come da tradizione a essere la fame e la sete gli indicatori di crisi.

    rispetto a molti di voi sono molto meno catastrofista, anche se sono d'accordo sul fatto che la crescita infinita è impossibile. non sono così pessimista però sul fatto che una volta arrivati ai limiti non si riesca a gestire la cosa, magari con grandi difficoltà e disagi ma evitando una catastrofe. dico questo perché la percezione della guerra è molto cambiata dopo la seconda guerra mondiale: prima di solito si combatteva sui fronti e la gente comune non sperimentava in modo diretto i combattimenti, veniva ancora vista come un qualcosa di eroico che coinvolgeva tutti, ma in modo diretto solo chi andava a combattere, mentre adesso tutti verrebbero coinvolti in modo diretto, con la crescita esponenziale della potenza di 'fuoco' e tutti lo sanno che una terza guerra mondiale combattuta al massimo del potenziale sarebbe solo un suicidio mondiale per tutti. e così come stiamo vedendo si usano anche tipi diversi di conflitto, come quello economico finanziario e quello psicologico con i mass media, che dai tempi col tempo hanno raffinato di molto le tecniche di 'combattimento', considerando che è solo dal 900 che la propaganda di massa è stata introdotta.

    insomma, mi rendo conto delle difficoltà e della possibilità che vada tutto a finire male, ma proprio per questo bisogna rimanere freddi e aspettare che ci siano peggioramenti materiali effettivi prima di prendere decisioni o di rassegnarsi al fatto che ormai è andata. per adesso penso che sia evidente a quasi tutti che siamo in una fase di transizione pericolosa, anch'io che non mi sono mai interessato più di tanto a questi argomenti me ne rendo conto, magari sono aiutato da una formazione più scientifica della media delle altre persone, ma anche un gran parte delle persone lo capiscono, addirittura i peppiani (seguaci di peppecrillo:)) se ne rendono conto nella loro ingenuità, anche se in modo molto confuso e inconsapevole. mentre quelli che credono alla crescita infinita nella maggior parte dei casi si sforzano di crederci e di trovare soluzioni per tamponare il problema, ma di sicuro sono perfettamente coscienti del problema e si spera che non perdano la testa anticipando la catastrofe provocando guerre mondiali combattute al massimo del potenziale. il tempo di raddoppio della popolazione a questi ritmi di crescita è in aumento, quindi secondo me si può sperare ancora di riuscire a tamponare in tempo, basta starsene calmi e non pensare a soluzioni preventive estreme, poi se succede succede insomma!:)) di positivo c'è che potremo assistere a qualcosa di storicamente senza precedenti nemmeno lontanamente paragonabili, male che vada si muore, non è un problema così grosso (lo so molti non condivideranno questa visione individualista, ma una volta che muoio "io" il mondo finisce, la sopravvivenza della specie passa per forza in secondo piano, è questo in sostanza il semplice motivo per cui alla fine l'individualismo prevale sul collettivismo)

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    1. "fino all'arrivo della fusione nucleare, che in una sola botta risolverebbe il problema della co2 e della carenza di energia"

      Hai una formazione scientifica... certo, però nessuno ti ha detto che la fusione nucleare ce la possiamo dimenticare!
      E' l'energia del futuro... perché non avrà mai un presente!

      I metodi per produrre energia con la fusione nucleare calda, già si sà, calcoli alla mano, che non produrranno mai energia in eccesso a quella necessaria per mantenere la reazione attiva.

      Se sapessi la vera situazione attuale... saresti un pò più preoccupato!

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  11. "I metodi per produrre energia con la fusione nucleare calda, già si sà, calcoli alla mano, che non produrranno mai energia in eccesso a quella necessaria per mantenere la reazione attiva."

    non mi pare, nel 2020 con iter si dovrebbe capire se è possibile e utile farla. poi seguo anche con curiosità quella 'fredda' anche se è molto più controversa e per adesso non si è ancora capito niente di concreto.
    lo so che la situazione è difficile e da un momento all'altro potrebbe partire una crisi seria che in confronto questa è all'acqua di rose, però considerando che sul piano climatico di certezze catastrofiche ancora non ce ne sono non resta che aspettare essendo consapevoli che ci potranno essere situazioni molto complicate, senza lasciarsi influenzare da psicosi collettive e da chi propone soluzioni valide per tutti. inevitabilmente ci si troverà in una situazione di anarchia (un tipo di anarchia in una situazione difficile, quindi il luogo comune anarchia=caos per una volta sarà vero:)) in cui contano solo i singoli o dei piccoli gruppi e ogni tentativo di controllare le dinamiche collettive potrà solo peggiorare le cose. è importante avere più informazioni possibili, sentire cosa pensano tutti, ma alla fine le decisioni dovranno essere personali. una soluzione unica è molto più pericolosa, perché se non funziona equivale a lanciarsi disciplinatamente tutti nel baratro.

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    1. Sulla fusione fredda (da Pons a Focardi) siamo a livello di pseudoscienza;
      ITER è un progetto sicuramente scientifico ma nessuno può garantire che funzionerà (come tutti progetti di ricerca, perchè nonostante le illusioni dei tecno-ottimisti la scienza NON è prevedibile). Ad oggi le speranze di successo (ossia di produzione di energia economicamente e tecnologicamente fattibile utilizzabile su scala mondiale) sono modeste.
      Bisognerebbe imparare dagli errori di visione del passato;
      anche Hubbert riteneva possibile uno scenario in cui l' en. nucleare allora in via di sviluppo cresceva esponenzialmente a tassi del 10% all' anno per superare in pochi decenni le fonti fossili e rimanere poi stabile su valori massimi per millenni, mentre l' energia da f. fossili avrebbe dovuto velocemente scendere a zero (vedi gli ultimi 2 grafici del suo "mitico" articolo del 1956, poco amati dai picchisti quasi come quelli sull' "ultimate coal production")
      ma si illudeva.

      Un conto però è non farsi illusioni (le fonti fossili dominano il panorama energetico mondiale oggi come mezzo secolo fa ai tempi di Hubbert e continueranno ancora a farklo almeno per i prossimi decenni) un altro considerare impossibile qualcosa (come la fusione calda) che attualmente è "solo" assai poco probabile.

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    2. mah non lo so, sulla fusione fredda non sono riuscito a farmi un'idea precisa. tra tutte le cose catalogate come pseudoscienza è l'unica a incuriosirmi, anche se mi scoraggia un po' che siano pochi a interessarsene e che mediamente il pubblico a favore è sempre il solito un po' complottista e paranoico, che la incude in tutta una serie di cose che non mi interessano o peggio..però a differenza di sciikimici-ornellovanoni la maggior parte delle persone non se la sentono di parlarne e anche quelli contro sono molto più aggressivi quando se ne parla, perdono tutta la calma di quando si tratta di spernacchiare scie chimiche e altro. e allora pur non considerandola ancora credibile finché non ci sarà qualcosa di evidente sono un po' più curioso e possibilista.
      per il resto sono d'accordo, se non cambia qualcosa sul serio nel campo energetico la situazione è pericolosa. si spera nelle rinnovabili, ma per arrivare a reggere un fabbisogno energetico come quello odierno ci sarà bisogno di riuscire a tamponare per molto tempo (fino al 2050?) anche con alternative fossili come lo shale gas, che però non sono assolutamente rassicuranti. e se non si riesce a reggere e a fare in modo di rallentare artificialmente la crescita di popolazione a parità di risorse il rischio di andare a finire malissimo c'è, inutile nasconderselo. se manca l'energia con la situazione attuale manca tutto, anche acqua e cibo..altro che decrescita felice rinunciando alle fonti fossili da subito, quelli che ci credono o si illudono o hanno mire da sterminatori. quello che di fossile è sfruttabile va sfruttato finché non arriva qualcosa (per adesso ci sono le rinnovabili che crescono, per il resto si spera) a sostituirlo senza squilibri, lo so che è difficile, ma rinunciare a provarci è fatalista e demenziale secondo me. ragiono anche in termini egoisti, in un ipotetico sterminio da 7 a 1 miliardo di abitanti (stile kasalekkio/gaia) mica posso pensare che sarò proprio io quell'1 su 7:p e anche se lo fossi negli altri 6 ci sarebbero sicuramente delle persone che non vorrei perdere, e non c'è nessun lieto fine o "intelligenza" collettiva del uebbe che potrebbe consolarmi, ma qui si va su discussioni più frivole:))

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  12. Sulla fusione fredda non c'è bisogno di essere dei fisici nucleari per capire che se nessun team "serio" di ricercatori riuscì a replicare i risultati di Fleischmann e Pons nè nei mesi successivi (più che sufficienti a derubricare il caso a pseudoscienza o scienza patologica per la comunità scientifica dei fisici) nè nei tanti anni trascorsi da allora (gli imbroglioni nostrani non rientrano nemmeno nell' alveo della scienza o della tecnologia come i vari Tucker), i motivi non vanno ricercati nell' imperscrutabilità del destino, ma banalmente perchè i risultati non c' erano.

    Riguardo alle rinnovabili: sulla generazione di elettricità le tecnologie valide ad oggi (eolico e fotovoltaico) sono in crescita esponenziale, ma ci metteranno decenni ad arrivare a percentuali ragionevoli (per fissare le idee valori oltre il 25-30%) del consumo complessivo.
    Il problema è poi molto più difficile sui combustibili per i trasporti: i bio attuali (a parte la canna da zucchero brasiliana) sono in pratica un modo mascherato di consumare petrolio, trasformarlo in prodotti intermedi ed usare questi per riempire un po' di motori a scoppio (tra l' altro solo in miscela con idrocarburi).

    Comunque razionalmente è assai probabile che la decrescita (graduale, di botto, tragica o di malavoglia) arriverà.
    Quando non ne ho la minima idea
    ma le pseudo-previsioni dei catastrofisti non mi paiono solide.

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