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sabato 28 giugno 2014

Renzi: un governo contro l'energia pulita






da "Il Fatto Quotidiano"

Rinnovabili e blackout: Italia vs. Germania

Mentre vengono resi noti i risultati degli stress test condotti su 145 reattori nucleari europei che hanno evidenziato estese criticità, la Commissione Europea rimane in stand-by. Non intima la chiusura delle 13 centrali più obsolete e a rischio perché sono fortissime le pressioni del vecchio sistema energetico a mantenere la megastruttura che unifica fossili e nucleare. Così si contrasta la stessa Roadmap 2050 dell’Ue, che prevede una larga prevalenza delle fonti rinnovabili per la metà del secolo.

Il nostro Governo, pur obbligato dal referendum a stoppare il nucleare, rientra nel gruppo degli avversari delle rinnovabili. Continua in questo la politica di Berlusconi – d’altra parte gli interessi dei banchieri al governo sono contigui a quelli delle lobby dei mega-impianti che ispiravano il Cavaliere – e quindi rilancia gas, petrolio e carbone. Tutto questo con lo spauracchio dei blackout energetici, in agguato, a quanto vorrebbero farci credere, se dovesse affermarsi un sistema decentrato, governato sul territorio e alimentato dalle fonti naturali.

Niente di più falso e indimostrabile. A riprova della faziosità di Passera & Co quando ipotizzano un’Italia solcata da tubi e elettrodotti, costellata di rigassificatori e magari depositi di CO2, viene la conferma che in Germania, l’inverno scorso, le luci sono state tenute accese dall’energia solare. Il Governo tedesco, che si prepara a chiudere i suoi 22 reattori nucleari, ha ridotto anche gli scambi nucleari con la Francia rischiando il blackout ma, come ha detto il responsabile per l’energia del Bunderstag: “Siamo stati salvati dal sole”. È pur vero che lo scorso febbraio il territorio dalla Baviera alla Mosella ha avuto un’eccezionale insolazione ma i 28 GW di potenza fotovoltaica, concentrati nella regione, erano collegati alla rete ed hanno fornito il 3% circa della potenza totale. Il solare è un generatore di elettricità intermittente, dipendente dagli impianti di stoccaggio e di back-up che ovviano, se ben progettati, alla capacità di potenza quando il sole non splende.

È risultato determinante per la Germania l’avere investito nelle reti e nei sistemi di immagazzinamento. Lo sforzo tedesco consiste nel ritenere le rinnovabili sostitutive dei fossili e quindi meritevoli della massima attenzione lungo tutta la filiera. Si è così creata una capacità di energia in eccesso, che ha consentito di aumentare le esportazioni di elettricità verso la Francia ipernucleare da 4 a 5 GW.

“I dati non mentono – ha affermato Brandon Mitchener, portavoce di First Solar, azienda leader nel fotovoltaico – e dimostrano che solare ed eolico sono in grado di fornire reale potenza proprio quando è più necessario, quando la domanda è al suo apice”. I governi europei dovrebbero puntare ad ampie e ben coordinate connessioni alla rete inter e intra-europea, che non esistono ancora. È proprio la “Roadmap 2050” a richiedere l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili nella rete e piani di sviluppo delle infrastrutture, ivi compreso il consolidamento delle interconnessioni con i paesi vicini. Invece di mettere controlli alle frontiere per l’energia elettrica (è bene sapere che il gas che passa da Dobbiaco subisce un aumento del 7% quando entra nelle condotte Snam!), occorrerebbe in Europa assicurare una migliore integrazione delle energie rinnovabili.

Come si comporta l’Italia, dove il silenzio copre tutte le decisioni strategiche che i cittadini dovrebbero conoscere? Il piano energetico di Passera, in discussione in questi giorni, va in direzione opposta alla linea proposta dalla Ue. Prevede l’autarchia da petrolio e gas e la marginalità delle rinnovabili. Niente visione di lungo periodo, né partecipazione all’integrazione europea strutturale. Che altro aspettarsi da banchieri e tecnici che usano la crisi per rimettere in corsa vecchi poteri, anziché aprire il varco a speranze, intelligenze, competenze e tecnologie che si misurino positivamente con la crisi climatica e ne facciano occasione per buona occupazione, risanamento ambientale, tutela della salute?

5 commenti:

  1. Politica energetica per il 2050? Io mi accontenterei di farla per il 2025...ed è già anche troppo in là.

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  2. Bè direi che di scelte lungimiranti non se ne sono mai fatte.. anche perchè l'orizzonte temporale di chi ci governa non è mai andato al di là delle successive tornate elettorali.... la pochezza dei nostri amministratori purtroppo viene confermata anche quanto sembra che di tempo non ce ne sia più molto... e ogni treno lasciato passare invano non ripassa!!!! POI se l'argomento più discusso rimane BALOTELLI non c'è da stupirsi di nulla... in bocca al lupo a tutti!!

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  3. i tedeschi hanno risolto il problema dello stoccaggio dell'energia elettrica!!!? Facciamolo in tutto il mondo, ma in fondo per che cosa? Tenere le luci accese la notte?Se è solo per questo sarebbe meglio tenerle spente e stare un pò fermini, ma il BAU non ammette soste. Quindi più cose inutili o di poca utilità mettiamo sulla brace, più il BAU ingrassa, insieme alle lobby. A proposito di cibi oggi ho scoperto che la vasta imbottitura di additivi chimici (360 permessi) induce iperattività nei bambini e riduzione dell'apprendimento. Non bastava la TV a rendere coglioni, ci mancavano gli additivi.

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  4. Il PD si dimostra essere un partito parecchio conservatore; in pratica è fumo negli occhi per chi se la beve circa sua supposta capacità di innovare

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  5. In Germania le emissioni pro capite di CO2 sono pari a 9 tonnellate all' anno, contro le 6,5 italiane.
    Questo in buona parte perchè nel loro mix energetico le centrali a carbone pesano molto di più che da noi.
    Riguardo alla percentuale di energia da rinnovabili sul totale siamo molto vicini, anche perchè l' Italia ha storicamente una buona dotazione di idroelettrico. Solo che se si guarda ai dati (mancanti nell' articol), invece che alle solite lamentele complottiste si vede che le decine di miliardi di euro investite sia in Germania che in Italia in fotovoltaico ed eolico hanno prodotto percentuali significative della produzione di energia elettrica ma pur sempre nettamente inferuiori rispetto a quelle delle fonte fossili.
    Le nuove tecnologie, sicuramente più pulite di quelle tradizionali (a parte il nucleare che non produce CO" e non inquina) devono dimostrare CON I FATTI di esser in grado di sostituire quelle più sporche.
    Per ora non lo sono, nè in Germania, nè altrove e si comportano da fonti (costose e necessitanti di sovvenzioni statali) complementari rispetto a quelle derivate da "energia solare fossilizzata".
    Poi con la fantasia si possono immaginare tutti gli scenari più radiosi
    o continuare a lodare acriticamente le meravigliose sorti progressive del solare.

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