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venerdì 20 marzo 2015

Il fattore EROI: come il declino della resa energetica dei combustibili fossili sta danneggiando l'economia

DaSRSRocco Report”. Traduzione di MR (h/t Maurizio Tron)

C'è un grande malinteso oggi negli Stati Uniti che fa pensare che la tecnologia ci ha resi più efficienti sia nell'industria che nell'economia. Per esempio, gran parte di quelli di noi che hanno guidato lungo il Sistema delle Strade Interstatali statunitensi ha visto gli enormi trattori e mietitrebbie che lavorano il suolo del Midwest. Quando ci passiamo vicino, tendiamo a stupirci di come piccole squadre di agricoltori possano produrre tutto quel cibo col solo ausilio di attrezzature agricole di alta qualità. Mentre queste operazioni sembrano a prima vista molto efficienti, le nostre percezioni sono praticamente l'opposto della realtà.

L'efficienza della produzione di un particolare bene o servizio è collegata in realtà con la quantità di energia spesa nel suo sviluppo. L'EROI – Energy Return on Investment - è un eccellente indicatore della vera natura della nostra efficienza nel produrre ed usare energia. Che rifletta gli esiti del lavoro umano e animale o lo si trovi in una delle varie fonti di energie alle quali possiamo attingere quotidianamente per produrre beni e servizi, come petrolio, carbone, gas, eccetera, l'EROI di un particolare processo è la  stessa cosa. Questo termine è stato etichettato anche come EROEI – Energy Return on Energy Investment. Entrambi descrivono lo stesso principio.


Per esempio, i metodi agricoli preindustriali che utilizzano lavoro manuale o cavalli ed aratro forniscono fra 1 e 5 calorie di energia (cibo) per ogni caloria di energia consumata nel piantare e raccogliere. Dall'altra parte, la moderna industria della produzione alimentare, con un agricoltore che siede su un trattore John Deere con l'aria condizionata che è guidato dalla localizzazione satellitare, consuma incredibilmente 10 calorie di energia per ogni caloria di energia (cibo) consegnata al mercato.

La moderna produzione e distribuzione di cibo ora consuma 10 volte più energia di quella che fornisce. Scienziati “al corrente” come il professor Kent Klitgaard del Wells College e Charles Hall del SUNY College di Scienza Ambientale e Forestale considerano questa palese cattiva gestione delle risorse il cavallo di Troia dei nostri tempi **

Guardate con attenzione questo grafico*:



L'EROI del petrolio e gas del (specialmente negli Stati Uniti), sta crollando dai primi anni 30, cosa che ora ha cominciato ad infliggere una pressione forte su tutti i settori e le industrie dell'economia. Nel 1930, l'industria del petrolio e del gas poteva produrre 100 barili di petrolio per il mercato per ogni barile di costo energetico. Nel 1970, la produzione è crollata ad un rapporto di 30 a 1 e nel 2000 si trovava a soli 11 a 1.

Fondamentalmente, il crollo dell'EROI di petrolio e gas fornisce meno energia netta per il mercato. Così, ma mano che l'energia netta declina, i prezzi aumentano a causa dell'aumento dei costi di produzione l'economia. SRSRocco Report esplorerà e discuterà di come il crollo dell'EROI avrà un impatto sul futuro dell'economia così come fornirà idee su come proteggere la propria ricchezza.


** Vedi l'eccellente fonte di Hall e Klitgaard Energia e ricchezza delle nazioni: capire l'economia biofisica


* Nota: alcuni recenti risultati pubblicati da Hall e Gupta indicano che il declino dell'EROI dei combustibili fossili è stato meno forte di quanto mostrato nella figura. Le conclusioni proposte nell'articolo, tuttavia, non cambiano. (Hall, CAS, and Ajay Gupta. 2011. “A Review of the Past and Current State of EROI Data.” Sustainability 3: 1796–1809)


7 commenti:

  1. Articolo drammatico, sintetico, evocativo.

    (Più si ara più s'inaridisce)

    (Da correggere piccola svista: nel 200 si trovava a soli 11 a 1.)

    Marco Sclarandis

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  2. Quindi, spannometricamente, oggi ho dieci unita' di energia di surplus ogni 1 spesa. Ne spendo poi 10 per ottenere 1 di cibo.
    In pratica oggi per 1 barile di petrolio ottengo energeticamente 1 barile equivalente di cibo. Stiamo letteralmente mangiando direttamente petrolio. Tutto il resto va disperso e degradato, compreso il suolo fetile e la fotosintesi.

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  3. Le monoculture estensive sono un assurdità di sprechi che ha come solo ed unico scopo quello di piegare la biologia alle esigenze del mercato. Il terreno è considerato un substrato inerte, l'acqua dolce un bene infinito, le piante delle mere macchine biochimiche e l'ecosistema circostante solo un pericolo ed un danno economico (e questo quando proprio proprio non è più possibile ignorarlo come al solito).

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  4. La moderna industria agricola non produce: trasforma oro nero in oro verde con rendimento del 10%
    Ed il bello è che tantissimi "diversamente intelligenti" vorrebbero trasformare il verde in nero (biocombustibili)

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  5. i metodi agricoli preindustriali che utilizzano lavoro manuale o cavalli ed aratro forniscono fra 1 e 5 calorie di energia (cibo) per ogni caloria di energia consumata nel piantare e raccogliere.

    Però viene considerato il fatto che quelle da 1 a 5 calorie di energia come cibo debbono essere suddivise tra uomo ed animale da fatica perchè il ciclo possa riprendere nella stagione successiva, cosa che invece non succede se si utilizza un trattore?
    In realtà la faccenda é un pò più complessa perchè quando il trattore non lo usi non consuma, mentre la stessa cosa non vale per l'animale che anche quando é a riposo deve essere alimentato.

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    1. Infatti quando il trattore è fermo non consuma ed ha già consumato parte del suo EROI per essere prodotto e , secondo me , l' EROI Moder Food System l'hanno calcolato solo per l'utilizzo di un anno e " non ammortizzato ". Alla fine risulterà che la sostanza non cambia , il dato sarà sempre preoccupante anche se meno catastrofico.

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    2. La faccenda è sicuramente complessa. Vorrei però notare che nei sistemi agricoli preindustriali gli animali spesso si nutrivano da soli al pascolo e l'energia usata per raccogliere e gestire il foraggio destinato alla loro alimentazione invernale era forse anche piú ricompensata da quella ottenuta dalle carni derivanti dalla loro macellazione (ricordiamoci poi che ai tempi il calorico grasso degli animali non era scartato come adesso).

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