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lunedì 23 marzo 2015

Record negativo del massimo invernale per il ghiaccio marino dell'Artico

DaThe Guardian”. Traduzione di MR

Il record minimo della copertura di ghiaccio di questo inverno è causato dal cambiamento climatico e dal clima mite anomalo, dicono gli scienziati




Ghiaccio marino che fonde al largo dell'Alaska. Foto: MODIS/Aqua/NASA

Di Karl Mathiesen

Il ghiaccio marino dell'Artico ha stabilito un record minimo della sua estensione massima invernale, che gli scienziati dicono essere il risultato del cambiamento climatico e del clima mite anomalo. Il Centro Dati Nazionale per la Neve e il Ghiaccio (NSIDC) degli Stati Uniti giovedì ha detto che il suo picco di ghiaccio ha coperto solo circa 14,5 milioni di chilometri quadrati dei mari del nord. Circa 130.000 chilometri quadrati in meno del precedente massimo più basso del 2011. Il picco si è verificato il 25 febbraio, cosa di cui il ricercatore senior del NSIDC Ted Scambos ha detto che è stato “molto presto mano non senza precedenti”. Il cambiamento climatico sta alimentando il declino della copertura di ghiaccio nell'Artico, con uno studio recente che scopre che il ghiaccio è anche diventato significativamente più sottile, diminuito del 65% dal 1975. Scambos ha detto che gli oceani del nord si sono progressivamente riscaldati a causa del cambiamento climatico. Quest'inverno, i mari più caldi si sono uniti al clima mite per creare condizioni eccezionalmente negative per il gelo annuale. “[Il record minimo di estensione] è significativo, in quanto mostra che l'Artico viene seriamente alterato dal nostro clima che si scalda”, ha detto Scambos. “In generale, il ritiro del ghiaccio marino ha proceduto più velocemente di quanto previsto dai modelli nell'Artico, anche se i modelli si stanno mettendo in pari”.




Bob Ward, all'Istituto di Ricerca sul Cambiamento Climatico e l'Ambiente di Grantham al LSE, ha detto: “Questa è un'ulteriore prova che il riscaldamento globale ed i suoi impatti non si sono fermati nonostante le affermazioni imprecise e fuorvianti degli 'scettici' del cambiamento climatico”.  “Nelle ultime settimane, c'è stato un aumento della quantità di disinformazione da parte degli 'scettici' del cambiamento climatico nel Regno Unito e altrove, inteso a fuorviare il pubblico e i politici per far loro credere che gli effetti del riscaldamento globale sulle regioni polari siano assenti o trascurabili”. L'alterazione più pronunciata dalla copertura media 1981-2010 è stata nei mari di Bering e Okhotsk nel Pacifico settentrionale. Lassù, il bordo del ghiaccio in un anno normale era di 100-200 chilometri più a nord. Dopo marzo comincerà lo scioglimento estivo, col ghiaccio che si ritira verso il suo minimo estivo, che di solito si verifica in settembre. La copertura estiva di ghiaccio dell'Artico si trova a sua volta in un declino a lungo termine, anche se Scambos dice che un massimo invernale basso non indica necessariamente che un minimo basso sia in arrivo. La perdita di ghiaccio dall'Artico ha sollevato domande su quando la regione avrà la prima estate senza ghiaccio. Scambos ha detto che prevede che il minimo estivo scenda al di sotto di 1 milione di chilometri quadrati entro i prossimi 15 anni. A quel punto, ha detto, l'Artico sarà profondamente cambiato.

 “Un'estate con meno di 1 chilometro quadrato significherebbe che il Polo Nord sarebbe oceano aperto, che esisterebbe una via marittima a nord della Siberia e che grandi ecosistemi e fauna verrebbero gravemente colpiti. La mia ipotesi è che raggiungeremo questo livello intorno al 2030”. L'assenza di ghiaccio marino e il clima mite anomalo colpisce le comunità e la vita selvatica che sono adattate a condizioni estreme, nel circolo Artico. A  Svalbard, Kim Holmén, il direttore internazionale dell'Istituto Polare Norvegese, ha detto che i fiordi lì sono rimasti privi di ghiaccio e, al posto della normale neve, l'isola ha avuto pioggia che si è poi congelata quanto a toccato terra. “Gran parte di Svalbard è ricoperta di ghiaccio, che è uno stato fatale per le renne. Quando il territorio è coperto di ghiaccio non si possono muovere e non possono mangiare”. Troppo ghiaccio sulla terra e niente sul mare hanno anche reso la vita difficile alle 2.600 persone che vivono a Svalbard. “Il terreno ghiacciato è terribile da attraversare con la motoslitta o con gli sci”, ha detto Holmén. “Non possiamo guidare le nostre motoslitte attraverso i fiordi e ci sono posti irraggiungibili per le persone. Abbiamo avuto eventi tragici con le valanghe. Vivendo a Svalbard, abbiamo sempre avuto le valanghe, ma abbiamo avuto una vittima quest'anno. Alcuni dei rischi stanno cambiando perché abbiamo più eventi di gelo”. Holmén ha detto che questo tipo di tempo è previsto diventare normale in un clima che cambia. “Quest'inverno è un esempio di quello che crediamo diventerà più comune ed ha una profonda influenza sulle renne e i Lagopus [una specie di uccelli] ed altre creature che si aggirano sulla terraferma”, ha detto. Questa settimana, dal lato opposto dell'Oceano Artico, la corsa con le slitte Iditarod dell'Alaska è stata costretta a spostare il punto di partenza 362 km più verso nord a causa della mancanza di neve. Questo è accaduto una sola volta, in 43 anni di storia della corsa, nel 2003. Nel frattempo, il NSIDC ha detto che i banchi di ghiaccio che circondano l'Antartide hanno raggiunto un minimo estivo relativamente alto il 20 febbraio. L'estensione del ghiaccio è stata di 1,38 milioni di chilometri quadrati, la quarta più ampia  mai registrata. L'estensione del ghiaccio marino antartico, crescendo negli ultimi anni, ha confuso alcuni modelli scientifici. Ci sono diverse teorie sul perché il ghiaccio aumenti nonostante una tendenza generale al riscaldamento sul continente meridionale. “Questa è materia di un considerevole dibattito”, ha detto Scambos. “la cosa importante da dire è che l'Antartide sta certamente assistendo agli effetti del riscaldamento e dei cambiamenti della circolazione – sta partecipando al 'riscaldamento globale' a suo modo. Ci sono diversi effetti in gioco. Principalmente sembra che l'aumentata forza delle aree di alta pressione vicino a Ross e Weddel stiano spingendo il ghiaccio verso l'esterno del continente”.




9 commenti:

  1. Forse sarebbe bene studiare le variazioni artificiali, poste con la modifica del correnti a getto che sono state deviata non più da ovest verso est, nell'emisfero nord, ma con una modifica ad onda.
    Tale modifica ha portato che le correnti aeree si sono spinte fino a latitudini molto a nord, trasportando aria calda e di contro hanno trasferito alle nostre latitudini, aria fredda "polare".
    Sappiamo bene che due masse di aria calda e aria fredda cosa comporta.....
    NO????

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  2. Perdonate se continuo a ribadire che è necessario:
    tagliare le emissioni di CO2 dell' 80% entro il 2020;
    stabilizzare la popolazione mondiale a non più di 8 miliardi entro il 2040;
    eliminare la povertà;
    riforestare milioni di ettari (mantenendo ovviamente le specie autoctone).

    E' quanto proponeva Lester Brown nel libro "Un mondo al bivio" dal 2011.
    Sono proposte quanto mai concrete e praticabili.

    S. Molfese

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  3. OT:
    xUgo Bardi

    Mi sono diplomato in Chimica industriale nel 1991 e fino ad allora si riteneva che la polimerizzazione per produrre le materie plastiche fosse un processo irreversibile; e di fatti, la maggior parte della plastica, se non viene bruciata (con rilascio di sostanze tossiche), resta per molto tempo quasi inalterata (dipende dal tipo di plastica), e sta creando un sacco di problemi nell'Oceano Pacifico.

    Quest'anno ho letto da varie parti, una volta l'hai accennato pure tu, che esistono dei de-polimerizzatori.
    Ho fatto una ricerca su Internet, ma non c'è quasi niente.
    Ho trovato solo un'azienda che vende un impianto di depolimerizzazione utile per riciclare i copertoni delle auto ed ottenere: metalli, combustibili liquidi e combustibili fossili.

    Non conosco pregi e difetti, ma se fosse così sarebbe il Salto Graal contro l'inquinamento!
    Ci sono milioni di copertoni accatastati nelle discariche in cui si rischia il disastro ambientale se venissero bruciati.

    Chiedo al Prof. di Chimica Ugo Bardi, di accennare qualcosa sull'argomento o almeno di fornire qualche link per gli approfondimenti.
    Se fosse possibile utilizzarlo per tutte le materie plastiche e se fosse un processo con un EROEI > 1, sarebbe la soluzione contro l'inquinamento delle materie plastiche.

    Ringrazio il Prof. o chi vorrà fornire notizie utili.

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    1. Alessandro, come ho detto parcchie volte, i commenti di un blog non sono il posto adatto per approfondire argomenti complessi. La questione della depolimerizzazione è tutto un mondo di molteplici tecniche e metodi. Le plastiche non sono tutte uguali e i metodi per depolimerizzarle sono altrettanto diversi e complessi. Nella pratica, al momento si depolimerizzano quasi soltanto le gomme di automobile, e anche li' il processo è complesso e costoso.

      Ci sono stati vari tentativi di depolimerizzare altre cose, per esempio gli scarti dell'industria alimentare (tipo polli e tacchini) per farci biocombustibili. Questo tentativo è fallito per vari motivi, ma è bene che sia fallito se pensi quale sia la più abbondante sorgente di materiale organico da depolimerizzare su questo pianeta in questo momento.

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    2. Comunque il fatto di poter depolimerizzare anche solo i copertoni dei veicoli è un primo passo per ridurre l'inquinamento.

      Questo dimostra ulteriormente che, per salvare il Pianeta abbiamo bisogno di: Ricerca, innovazione e progresso tecnologico e di processo; quindi, di andare avanti e non indietro.

      Chiaramente da soli non bastano, ma ci aiuta a capire che le nuove tecnologie possono anche fare il bene del pianeta.

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  4. E' tremendo quello che succede ad Artide, Antartide e tutti i ghiacciai del mondo !
    E la causa di tutto ciò SIAMO NOI esseri umani, il nostro comportamento.

    Gianni Tiziano

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    1. Parla per te!... Io non c'ero!... e se c'ero... dormivo! :-)

      Dobbiamo capire che bisogna intervenire come se tale fenomeno fosse irreversibile, quindi, attrezzarci di conseguenza.

      Il problema è che, ogni anno, salgono su questo pianeta oltre 80 Milioni di persone in più.

      Mi sembra ieri che eravamo arrivati a 7 miliardi, ed adesso si parla già di 7,250 Miliardi di persone, anzi alcuni arrotondano a 7,3 Miliardi (non si sà mai che l'articolo venga letto qualche mese dopo!).

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