Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 7 marzo 2015

Stasera, Luca Pardi in TV!



Da non perdere: Stasera Luca Pardi, presidente di ASPO-Italia, parla di petrolio e di fracking in TV.

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Stasera seconda puntata di SCALA MERCALLI su Rai3 ore 21:30 :
Carbone, gas, petrolio: sono gli idrocarburi che hanno permesso all'uomo la crescita degli ultimi duecento anni. Ma estrarre risorse naturali è sempre più difficile e costoso.
Inquinamento in Cina, esempio positivo della Danimarca, architettura eco-biocompatibile in Italia.

http://www.scalamercalli.rai.it/dl/portali/site/news/ContentItem-461075e5-4f21-455a-aae5-b05d17b1e4b2.html?refresh_ce
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Si possono vedere le puntate già trasmesse qui :

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/page/Page-5b5f6bd2-5128-4d7f-9987-212ab3949511.html?set=ContentSet-e700c6bd-340d-4c48-b0b6-5bddaf753356&type=V

h/t Gianni Tiziano.

18 commenti:

  1. Bella anche la seconda puntata.
    Gianni Tiziano

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    1. grazie di nuovo per il link (indispensabile fuori dall"Italia).....

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  2. Io sono dell’idea che bisogna guardare la realtà e raccontarla al 100%; perché se no, poi non ci si deve stupire se non si viene ascoltati dalla massa.

    Al 32° esimo minuto viene mostrato il grafico che rappresenta la temperatura prevista dal 2000 al 2100.

    Questo grafico è chiaramente sbagliato in quanto prevede un aumento della temperatura continuo.

    Se le premesse sono corrette, che la temperatura nell’atmosfera dipende dalla concentrazione della CO2, allora la tesi esposta nel grafico è sbagliata!

    Facendo gli opportuni calcoli che trovate qui:
    http://www.sviluppoerisorse.it/sez_energia/confronti/PrevFossili.aspx

    si può capire che, anche utilizzando tutti i combustibili fossili immaginabili, già nel 2070 le emissioni sarebbero la metà di quelle attuali e nel 2085 le potremmo definire trascurabili.

    Se poi consideriamo l’effetto di assorbimento della CO2 degli oceani, la concentrazione ed anche la temperatura, verso fine secolo dovrebbe ridursi.

    Se invece, consideriamo principalmente il famoso picco del petrolio, di cui tanto parliamo, di cui tanto avvertiamo dei rischi del crollo della società per mancanza di petrolio sufficiente a mandare avanti la nostra società; poi, non possiamo dire che la CO2 la emetteremo fino a fine secolo!

    Già nel 2065 di consumo di petrolio ce ne sarà meno della metà di oggi, e sarà ¼ di quello attuale nel 2075.

    Quindi, delle due:
    1) O allarmiamo le persone per l’aumento di temperatura fine a fine secolo, ma diciamo che i combustibili fossili non ci mancheranno;

    2) Oppure diciamo che, visto che i combustibili fossili si stanno esaurendo, non ci saranno problemi per il futuro, in quanto smetteremo (o ridurremo notevolmente) l’emissione di CO2.

    Se invece ci contraddiciamo, dicendo che che ci sarà l’aumento di temperatura fino a fine secolo e abbiamo pure il picco del petrolio, non meravigliamoci se molti preferiscono non seguire tali tematiche.

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    1. Ed è esattamente su questo punto che una trasmissione come Scala Mercalli mi pare un programma di pura disinformazione alla pari delle teorie tanto sostenute dal governo Obama "a parole" ma che poi nei fatti si rivelano contraddittorie perché un governo che giura e spergiura di impegnarsi contro il cambiamento climatico e che poi incentiva programmi di estrazione di idrocarburi come quello dello shale oil e sabbie bituminose mi sembra un po' eccessivo e come cittadino mi sentirei parecchio preso per il culo (soprattutto se vengono ad estrarre ed inquinare, come giustamente i filmati ci informano, in casa nostra , nella mia terra o dove tengo il bestiame)
      Decidetevi una volta per tutte o picco del petrolio con il conseguente declino della civiltà industriale e l'impossibilità nel proseguimento ed estrazione di tutti i combustibili fossili o cambiamento climatico che per il 2100 sarà apocalittico ma che implicherà per forza che sistema economico BAU vada avanti indisturbato senza picco dei combustibili fossili.

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    2. In effetti, vedo che c'è molta confusione su questo punto. A molti sembra che stiamo lanciando due messaggi opposti e incompatibili: ovvero da una parte cambiamento climatico per troppi idrocarburi bruciati e dall'altra il collasso economico per troppo pochi idrocarburi bruciati.

      Lo capisco e, in effetti, c'è un gruppetto di ricercatori che ritiene che il picco del petrolio eliminerà il problema climatico. Ma, in realtà, le due cose non sono in contraddizione come sembra. Il sistema si sta muovendo in una direzione che ci potrebbe portare ad avere i danni da entrambe le cose. Questo è dovuto al fatto che il clima ha una tremenda inerzia, per cui la temperatura potrebbe benissimo continuare ad aumentare anche di fronte a una riduzione dei consumi di idrocarburi. Se passeremo (o se abbiamo già passato) quello che si chiama il "Punto di non ritorno", vuol dire che qualsiasi cosa facciamo o non facciamo, bruciamo o non bruciamo, il sistema climatico si muoverà verso uno stato diverso da quello che abbiamo oggi, e ci andrà per conto suo - sarà impossibile fermarlo. Ritorniamo al Paleocene e bisognerà abituarcisi (per chi ci riuscirà e se ci riuscirà).

      Sfortunatamente, con la TV bisogna lanciare dei messaggi estremamente semplificati. Quello che succede è che la gente un po' più sveglia si accorge delle apparenti contraddizioni e si sente presa in giro. Giustamente, sia Nicole come Alessandro si accorgono che gli scenari IPCC prevedono un aumento continuo dell'uso degli idrocarburi fossili fino al 2100 e allora si domandano, "ma questi qui, cosa blaterano allora di picco del petrolio"?

      Nicole commenta:"decidetevi una volta per tutte". Giusto, ma il problema è proprio questo: non spetta a noi decidere.






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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. forse la "gente sveglia" crede che una volta ridotto il petrolio, il BAU lasci sotto terra il gas e il carbone. Una volta finito lo storione del Volga, l'olio di balena o il merluzzo dell'atlantico, non è finito certo il BAU. Saranno anche svegli, ma col paraocchi. Non mi meraviglia affatto certo modo di ragionare.Purtroppo i saputelli tuttologhi sono la normalità, mentre la vera conoscenza proviene dai tesori nascosti nei meandri sconosciuti della mente. Ed è rara, appunto perchè inconoscibile.

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    5. comunque la 2° puntata ha ricalcato il leit motiv della 1°. Problemi e soluzioni, affidate al meglio di noi. Non so se sarà così fino all'ultima, ma gli striscioni contro il BAU non li metterà mai nessuno.

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    6. xMago:
      Sarebbe meglio commentare dopo aver letto tutto quello che viene indicato, piuttosto che presumere e dire ciò che si pensa nella propria testa.

      Come indicato nel link che ho dato:
      http://www.sviluppoerisorse.it/sez_energia/confronti/PrevFossili.aspx

      i dati si riferiscono al consumo di TUTTI i combustibili fossi.

      Questo significa che: quando il petrolio finirà, verrà usato il carbone per creare benzina sintetica ecc.

      Quindi, quello che dici, è stato già tutto previsto e anche facendo così i combustibili fossili finirebbero prima della fine del secolo.

      Per avere i dati dettagliati, consultare il link, leggere e cercare di capire, piuttosto che impegnarsi solo ad offendere.

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    7. Ugo:
      “Se passeremo (o se abbiamo già passato) quello che si chiama il "Punto di non ritorno", vuol dire che qualsiasi cosa facciamo o non facciamo, bruciamo o non bruciamo, il sistema climatico si muoverà verso uno stato diverso da quello che abbiamo oggi, e ci andrà per conto suo - sarà impossibile fermarlo. “

      Come dici tu: il sistema evolve da un punto di equilibrio a un altro punto di equilibrio, senza dipendere “scrupolosamente” dalla CO2 che emettiamo.

      Se poi vogliamo essere precisi, dovremmo dire che il clima terrestre (sistema molto complesso) non è mai stato in equilibrio con nessun valore di temperatura.
      I continui cambiamenti di temperatura che ci sono stati, anche negli ultimi 800.000 anni, stanno a dimostrare che: il clima ha un equilibrio dinamico che oscilla in un certo intervallo di valori di temperatura che va: dai periodi freddi glaciali a quelli caldi interglaciali.

      Sfortunatamente o fortunatamente, non esiste un intervallo di temperatura che vada bene per ogni luogo sulla Terra.

      Nell'ultima glaciazione, il deserto del Sahara era coperto di foreste, mentre il nord Europa era coperto di neve.

      Sono dell’idea che bisogna fare ricerca scientifica e innovazione e nel frattempo utilizzare anche (e non esclusivamente) le varie fonti rinnovabili e quelle che riusciremo a trovare strada facendo.

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  3. però gli oceani oltre a assorbire CO2 la rilasciano anche, quindi non sappiamo come andrà in futuro. oltre tutto si sa per certo solo l'effetto che ha la CO2 sulle frequenze delle radiazioni entranti (ultraviolette che passano tutte) e uscenti (infrarosse che vengono parzialmente trattenute). ma ancora non c'è una relazione quantitativa nota che lega varazioni di concentrazione della CO2 e variazioni di temperatura media.

    è tutto molto complesso e in un certo senso tagliare volontariamente i fossili potrebbe non servire. io sono più propenso a concentrarsi sulla questione energetica, ovviamente per trovare il modo di sostituire i fossili, ma senza ossessionarsi troppo per i cambiamenti climatici: monitorarli e cercare di prevederli va benissimo, ma pensare di poterli tenere sotto controllo con decisioni drastiche e rischiose sulle politiche energetiche è un po' troppo.

    se si riesce a fare una transizione graduale è meglio, ma non è detto che ci si riesca. sono d'accordo che mercalli&c tendono a presentare il peggiore dei casi possibili, ma serve anche quello per cercare di capire, considerando anche che c'è l'estremo opposto di quelli che sono completamente ciechi verso queste problematiche e facendo finta di niente sono anche peggio dei catastrofisti. insomma è un bel casino e riuscire a orientarsi in queste cose è difficilissimo, ma proprio per questo bisogna mantenere la calma e prendere in considerazione tutte le possibilità prima di prendere decisioni pesanti. nel frattempo si fa quello che si può, personalmente cerco di avere uno stile di vita il più minimale e comodo possibile, differenzio i rifiuti, uso l'energia che mi serve e faccio solo quello che veramente mi piace fare o che ho bisogno di fare, evitando di fare cose semplicemente perché lo stile di vita occidentale imporrebbe tutta una serie di disagi (che per un pigro come me sono insopportabili:)) per mantenere degli standard sociali e tenori di vita da bulimici. e questo lo faccio dal 99, da quando non vivo più coi miei genitori e finalmente ho potuto trovare da solo uno stile di vita autonomo meno dispendioso e più comodo, mi trovo molto meglio e ho superato senza problemi tutte le angosce da adolescenti che ormai sono diventate endemiche anche tra i vecchi:))

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  4. secondo me i concetti non sono assolutamente in cotraddizione come dice Nicole..
    il fatto che si raggiunga il picco non implica che la società arresti immediatamente l'estrazione..anzi..
    visto che deve essere mantenuto un certo livello di bau, si cerca di controbilanciare la diminuzione di produzione anche con tecniche 'in perdita'' e di sicuro il fracking è una di queste..
    nulla esclude che nel futuro verrà bruciato di tutto..e non ci sia un massiccio ritorno, ad esempio, al carbone..
    ricordo quando a metà anni '90 gli esperti del settore due ruote si preparavano al probabile funerale dei cinquantini endotermici..
    gli scooter a batteria iniziarono una veloce salita di vendite ma fu un fuoco di paglia..durato un paio d'anni o giù di lì..
    oggi la situazione è che le aziende che puntano alla mobilità elettrica a due ruote sono poche e, ancora peggio, l'elettrico applicato agli scooter (migliorato in maniera incredibile grazie alle batterie al litio..) è prodotto di nicchia, snobbato dai giovani.
    Chi, una ventina d'anni fa, prospettava due ruote elettriche in città ha sbagliato di grosso..
    senza interventi legislativi pesanti non ci sarà nessuna rivoluzione elettrica sulle due ruote.
    un saluto.

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  5. Dopo il petrolio, rimangono carbone e gas, ma quando comincerà a scarseggiare il gas convenzionale è probabilissimo che le compagnie se non direttamente gli Stati avranno per tempo sviluppato l'intrapresa di sfruttamento degli idrati presenti nelle piattaforme oceaniche, per dire della più grossa. Costoso al limite della dissipazione? Sì. Pericoloso? Ancora di più. Ma pur di mantenere l'illusione di una qualche abbondanza, dato che nessuno vuole aprire gli occhi di fronte all'impossibilità della crescita infinita, si brucierà felicemente 'di tutto'. E a quel punto sfondare varie soglie di retroazione non sarà difficile. Pensare che il peak oil, o persino quello dei fossili convenzionali possa salvarci da gravi effetti del global warming è fin troppo ottimistico.

    L.

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  6. Nella trasmissione si fa parla della Danimarca come Paese da imitare perché sta puntando molto sulle rinnovabili.

    A parte che la Danimarca e pochi altri Paesi del Nord Europa sono avvantaggiati nello sfruttamento dell’eolico, in quanto c’è molto vento, cosa che non c’è nella maggior parte degli altri Paesi; quindi non è un modello che si può esportare ovunque.

    Tutti, guardando la trasmissione, abbiamo pensato che la Danimarca ha un consumo procapite di combustibili fossili molto più basso degli altri Paesi, visto che è un modello da imitare; ma la realtà è ben diversa.

    Il consumo pro-capite di tutti i combustibili fossili (Petrolio + Gas + Carbone) espresso in tep (tonnellate di petrolio equivalente) è il seguente:
    Italia: 2,19 tep/persona
    Danimarca: 2,60 tep/persona

    Vedere:
    http://www.sviluppoerisorse.it/sez_energia/primaria/AnnoFontiTotPaesi.aspx

    Questo sta a significare che, è molto più incisiva, nella riduzione del consumo dei combustibili fossili, una crisi economica che non un investimento massiccio nelle rinnovabili!

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  7. Credo si debbano fare i complimenti anche all'ottimo Pardi..non è facile riassumere e spiegare i prodigi (e i difetti..) del petrolio in pochi minuti..
    @Alessandro
    innanzi tutto ti faccio i complimenti per il blog..
    dal punto di vista formale hai ragione sul consumo pro-capite ma veramente la Danimarca ti pare un esempio da non seguire? è un paese in cui si consumano 3,32 Mtep di gas..quindi sostanzialmente per riscaldarsi/cucinare mandare (immagino pochi) mezzi a gas..considerando il clima (è temperato atlantico, ma la parte est e al 'confine' con la Svezia piuttosto rigido..) mi pare un dato davvero record..detto in chiave positiva..
    In Italia vedo riscaldare l'acqua delle docce degli stabilimenti balneari a gas..roba che con un solare termico comperato al negozio di obbistica risolveresti..
    Immagina poi l'Italia delle oltre sei auto ogni 10 abitanti (4 i danesi) e sopratutto quella dei palazzoni di periferia in classe 'G'..aggeggi preistorici che mangiano quantità industriali di energia con rese bassissime..
    La Danimarca almeno si rende conto dove stiamo andando e si è data una politica ambientale..
    sai come finisce la storia? che tra dieci anni la Danimarca è ancora in piedi..
    un saluto ;)
    stefano

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    1. Dicono che usano anche i pannelli fotovoltaici per compensare la produzione di energia elettrica quando non soffia il vento.
      Penso che usare il PV in Danimarca sia quanto meno inutile!

      Qualcuno direbbe:
      va bene, anche se rendesse la sola energia che è stata necessaria per costruirlo, almeno non inquina.

      E io gli risponderei:
      perché per fabbricarlo (in Cina) non hanno usato il CARBONE!!!
      ----
      A queste iniziative, darei:
      voto 10 per l'intenzione e il fine lodevole;
      voto: 5 per i risultati raggiunti e che raggiungeranno.

      Ci vuole ben altro... per produrre quella quantità MOSTRUOSA di energia che consuma l'umanità ogni anno!

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    2. sicuramente hai ragione..la produzione di fotovoltaico ed eolico non può compensare i mostruosi consumi.
      Ma è proprio quì che la partita si giocherà in futuro..
      anche nel piccolo, se ti installi 3kW di fotovoltaico sul tetto, devi usare le risorse in maniera oculata..non puoi fare 10 lavatrici al giorno o ricaricare l'eventuale veicolo elettrico due volte al dì..usare il forno per ore..o riscaldare casa ininterrottamente (anche in presenza di pompa di calore di qualità..).
      Così sarà in futuro..ma a livello di nazioni..
      ecco perché, secondo me, un paese che si da una politica ambientale (quindi sono i decisori che inrtervengono in primis), quanto meno riuscirà ad essere più resiliente di uno che si troverà nelle condizioni di approvare piani e successivamente costruire le infrastrutture da capo (con tutte le consegenze del caso..'costruire' in tempi di crisi profonda è sempre una scommessa..non sono in ambito 'risorse' intese nel modo che conosciamo su questo blog).
      Tanto prima o poi certe cose (vedi edilizia, trasporti -anche privati-, energia) andranno fatte..c'è da vedere quante saranno possibili sostenere, anche e sopratutto, come costi iniziali.
      il petrolio (e derivati) non è eterno.
      s.

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  8. Trasmissione come sempre interessante, non capisco pero' perche' inizia sempre alle 22.00 mentre dovrebbe iniziare alle 21.30. Una volta puo' capitare ma, questa sera e' la terza volta

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